Cenni storici sul Santuario

L'attuale Chiesa venne eretta negli anni 1750/1770. Nel 1870 fu costruito il presbiterio, due anni dopo il piccolo campanile e nel 1873 la facciata, acquistando le dimensioni attuali.


La Storia


Questo santuario trae origine dalla devozione alla Madonna del Rocciamelone. Siamo nel secolo XVII e il Piemonte è tormentato da continue guerre combattute dal duca Carlo Emanuele I di Savoia (1580-1630) contro tutti gli Stati confinanti col suo Ducato. La guerra trascina con sé altre piaghe: le tasse che gravano sempre più sulle povere risorse del popolo, la fame e la pestilenza. Gli abitanti delle valli alla loro abituale vita povera aggiungevano la stagionale emigrazione invernale in città dove svolgevano i lavori più umili e pesanti. Per molti di loro era di conforto la fede cristiana praticata con fervore e vissuta con impegno. Tra questi si distingueva l’operaio Pietro Garino di Giacomo, abitante a Torino, ma nativo di Forno dove ritornava per il periodo estivo. Mosso dalla sua devozione alla Madonna del Rocciamelone salì sulla vetta la sera del 4 agosto 1629, in compagnia di due amici. Sulla facciata della piccola e disadorna cappella vide due quadri ad olio rappresentanti uno la Madonna di Loreto col Bambino e l’altro san Carlo Borromeo: decise di prenderli con sé per farli debitamente restaurare e riportarli l’anno dopo al luogo primitivo. Non potendo salire sul Rocciamelone, rimandò a tempi migliori l’adempimento della promessa. Depose i quadri in un cassettone chiuso a chiave, impegnandosi ogni sabato a tirali fuori per compiere dinanzi ad essi le sue abituali preghiere.

Un giorno sui fianchi ripidi della montagna all’imbocco della Val Sea, alzando gli occhi, il Garino scorge sulla punta dell’albero i suoi due quadri legati assieme come li aveva deposti nel cassettone. Avvicinandosi ll Garino domandò: «Beata Vergine, siete la Madre di Dio?». E questa fu la risposta: «lo sono la Madre di Dio, Regina del cielo e della terra. Ti raccomando di dire al Parroco o ad altro religioso, che faccia sapere al popolo che siano più timorati di Dio e diversi da quel che furono finora: allora potrò ottenere dal mio Divin Figlio che faccia cessare la peste che miete tante vittime e ne siano preservati i paesi che ancora ne sono sani. Va’ e non temere: io farò che si creda alle tue parole». Il Parroco invitò il popolo a cantare le Litanie della Madonna. Il giorno seguente Pietro Garino, in ginocchio, rinnovò sotto giuramento il racconto preciso e circostanziato davanti a 22 testimoni, tutti di Groscavallo. Il notaio stese l’atto pubblico. I quadri vennero sistemati in apposito reliquiario che si conserva tuttora e in quell’anno stesso il Garino fece edificare sul luogo delle apparizioni una piccola cappella per la custodia dei quadri. Di essa si sono trovati resti dietro l’altare dell’attuale Santuario.

La Nuova Scala


AI Santuario, elevato di 110 metri sulla valle sottostante, si accede o per l’antica stradina consolidata e pavimentata in pietra di Luserna, o per la scalinata in pietra di 444 gradini, che sostituisce l’antica di 366 gradini. La parte superiore fu costruita nel 1954-55 sfruttando le pietre dei dintorni del Santuario ed è caratterizzata da un alto muraglione di sostegno che raggiunge i dieci metri. Ha due rotonde belvedere nel tratto terminale e si svolge per una lunghezza di 80 metri, suddivisa in forma di rosario intero, cioè di tre parti comprendenti ciascuna una successione di cinque decine di gradini, più dodici per raggiungere il piazzale del Santuario. La parte mediana, è lunga 87 metri e attraversa quasi tutto il bosco coprendo un dislivello di metri 28,21. Fu costruita nel 1968/71, con maggior aderenza alla natura del terreno. Ha una successione irregolare dei gruppi di gradini, da 7 a 14, per un totale di 160 gradini. La suddividono tre grandi rotonde. La parte inferiore che parte dalla cappella di S. Giuseppe, fu costruita nel 1976. Copre un dislivello di m. 13,60 con 82 gradini e una lunghezza di m. 37,20. Il completamento della nuova scala comportò anche la demolizione del tratto residuo di quella antica. Altri due tratti di 27 e 12 gradini che precedono la cappella di S. Giuseppe, costituenti il vero e proprio inizio della scala, furono costruiti nel 1954.



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